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domenica, agosto 02, 2015

IL CARATTERE DELLA BIOMUSICA E TRE DESIDERI

per Mario Corradini
Nel tempo trascorso da quando incominciamo la diffusione della Biomusica, abbiamo realizzato molte cose. Si sono avvicinati molti amici e altri non sono più con noi. Ora possiamo vedere quello che si è sedimentato da tutta questa esperienza. E, secondo me, il risultato è veramente buono, bello e utile. Per questo credo conveniente definire alcune caratteristiche che, da qui in poi, dovremmo tenere in considerazione.
Inizialmente la Biomusica è stata divulgata sotto il suo aspetto tecnico. Mi sono sforzato personalmente nel fatto che fossi così presa, cioè, come una semplice tecnica che lavora sul corpo, l’emozionalità e l’energia umana. Abbiamo cercato di evitare ogni connotazione filosofica, mistica, psicologica o esclusivamente commerciale e di mantenerci neutrali a ogni influenza o tendenza. Nonostante ciò, oggi si può vedere che sono stati i fatti stessi a definire il profilo della Biomusica.

giovedì, luglio 30, 2015

SCUOLA DI BIOMUSICA - La Musicoterapia Evolutiva





Dove si applica la Biomusica - Musicoterapia Evolutiva?

In centri assistenziali, istituti, comunità, scuole e nell'attività privata, e per i seguenti casi: 
  • nella prevenzione primaria, con bambini normali nella scuola dell'obbligo, come pure per favorire la relazione genitoriale anche durante la vita fetale. 
  • nella prevenzione secondaria con bambini che presentano problemi d'inserimento e socializzazione e difficoltà d'apprendimento. 
  • nella prevenzione terziaria, ad esempio nei centri per anziani fragili, nei centri per tossicodipendenti e alcolisti.
La Biomusica - Musicoterapia Evolutiva può essere di valido ausilio agli operatori stessi fornendo loro strumenti d'auto consapevolezza e conoscenza delle proprie risorse e dinamiche interiori.
Inoltre, può anche applicarsi come una ginnastica preventiva nell'area della salute e nel campo dello sviluppo personale. 


domenica, marzo 29, 2015

DIVERSI TIPI DI MUSICOTERAPIE

Secondo il tipo d’intervento possiamo vedere: 
MT attive: il paziente partecipa del fenomeno sonoro (suona uno strumento, canta, ecc).
MT ricettive: il paziente non partecipa attivamente della musica (solo ascolta)
MT integrative: questo tipo di MT usa i due modi precedenti e/o aggiunge altre discipline (espressione corporea, giochi, teatro, danza, ecc).

La Biomusica si trova in questo terzo tipo di musicoterapia.
Realizziamo esercizi, esperienze e introspezioni. Utilizziamo il suono per influire su tre aree personali intimamente relazionate: corpo, energia ed emozionalità.
Attraverso esercizi ed esperienze cerchiamo di evitare la somatizzazione delle malattie e/o far retrocedere i processi che influiscono negativamente sulla salute fisica e mentale.
Attraverso le introspezioni lavoriamo sulla storia personale dell’individuo, usando i contenuti della loro memoria.

mercoledì, maggio 07, 2008

SULLE "RADICI" - 2ª


- Nella Genesi si racconta che quando Dio crea assegna un nome a ciascuno degli oggetti della sua creazione. Conoscere il nome èconoscere la realtà nominata, e il fatto di conferire un nome è un gesto di potere o un’affermazione di diritto di proprietà o di qualsiasialtra forma di dominio. È da qui che, anche se non esiste nome che possa descrivere adeguatamente Dio per la sua natura unica e infinita, comincia la conoscenza di Dio, in particolare nella Cabala, con lo studio dei nomi divini. Dio, allora, possiede molti nomi e ognuno di questi evidenzia un aspetto della sua natura. Conoscere i suoi nomi produce comprensione e fede; sono come punti di luce che “connettono” l’uomo con Dio. E mostrano anche che cosa è il divino, in altre parole lasciano intravedere quali cose ci si può attendere da esso.

domenica, maggio 04, 2008

SULLE "RADICI"

- Voi affermate che la Biomusica usa antiche conoscenze sull’utilizzo del suono e sulla sua influenza sull’essere umano. Da dove vengono queste conoscenze che si esprimono negli esercizi?
- Prima di rispondere è necessario chiarire che esiste un modo di guardare la storia che privilegia ciò che non si riesce a spiegare, mettendo in risalto gli aspetti misteriosi, le ombre, i dubbi, gli oscuri saperi perduti. Per questi motivi si finisce per attribuire a forze occulte la spiegazione di fatti che, alla luce della ragione, sono talmente ovvie e naturali come la continuità tra il giorno e la notte.
Le antiche religioni, i culti, le superstizioni, i sacerdoti, i maghi e gli stregoni sono morti e di loro non rimane altro che cenere, gli archetipi che hanno nutrito gli uni e gli altri persistono e continuano a manifestarsi. Chiarito questo punto, rispondo che nella Biomusica beviamo da distinte e varie fonti. Pensiamo che esistano conoscenze che sono state sepolte dal tempo, che hanno riposato sotto terra per migliaia di anni, ma che in questi tempi sembrano essere riaffiorate in superficie per parlarci a voce alta. Ciò che abbiamo fatto è stato semplicemente prendere la pala dello studio,aiutare a dissotterrarle e tradurle in un linguaggio moderno.

domenica, dicembre 23, 2007

TRE DOMANDE SUI MANTRAS

per Mario Corradini

Cos’è un “mantra”?
Si dice che un mantra è un suono sacro (Om, om, om…) Aldilà di quello che capiamo per sacro, i mantra sono parole o frasi che s’intonano come suoni ripetitivi, nello stesso tempo in cui la sua pronuncia è accompagnata dalla visualizzazione di un’immagine. L’immaginazione popolare gli usa per aiutare la fortuna, per allontanare i mali o pregare alla divinità preferita (Om, om, om, sono uno con il cosmo, e siccome sono uno con la pioggia, allora che smetta di piovere perché voglio andare al cinema…)
Non è importante conoscere il significato dei mantra, perché la loro influenza sarebbe associata alla particolare forma di pronunciare i suoni che li conformano. Le preghiere hanno una parte delle fondamenta in questa proprietà del suono.
Attribuire un significato al mantra distrae l’attenzione di chi lo pronuncia, e allora, non si tratta di suono puro. Vuole dire che il mantra non può produrre il suo effetto se la mente è piena di pensieri dispersivi. Per questo motivo, in alcune tradizioni, si da al discepolo – o credente – un’immagine da visualizzare durante le intonazioni. ( Om, om, om, vedo una luce nell’oscurità, credo che ho lasciato il frigo aperto…)

lunedì, marzo 26, 2007

UN PO' DI STORIA SULLA BIOMUSICA

Tempo fa, tra docenti argentini, si parlava della necessità di cercare nuove vie pedagogiche per dare nuova vita all’insegnamento scolastico. La principale osservazione fu che l’ostacolo più grande per l’apprendimento di qualsiasi materia era in noi stessi, i maestri. La nostra rigidità, sia fisica che mentale, allontanava gli allievi e creava barriere alla comunicazione, la rendeva difficile al di là di qualunque metodo utilizzato.
Trovammo qualche risposta nei giochi dei bambini. Osservando il modo in cui la loro corporeità si fonde con emozioni e pensieri, ascoltando le canzoni che spontaneamente accompagnano i loro movimenti, cominciammo a pensare che si poteva costruire una metodologia basata su tecniche diverse ma complementari, utilizzando la musica come elemento motore e promotore.
Successivamente abbiamo trovato altre risposte nella musica stessa, nelle sue proprietà intrinseche e nella sua capacità di mobilitare ed emozionare. Le esperienze ci dicono che il suono, se indirizzato correttamente, può agire direttamente sul sistema bioenergetico del corpo.
Concluso il discorso su corpo-emozione-energia, abbiamo visto che questo metodo poteva essere sperimentato da tutte le persone. In seguito abbiamo cominciato ad adoperarlo nelle diverse comunità e la nostra tecnica si è arricchita di nuove possibilità.

In questa fase non avevamo più scopi esclusivamente pedagogici, ora ci preoccupavamo di arrivare alla identificazione dei conflitti che condizionano i comportamenti delle persone, di capire il funzionamento di quei meccanismi interiori che portano sofferenza alla persona.
A partire da questa considerazione si è strutturata la Biomusica. Poi, con gli anni, è stata applicata con successo in una innumerevole quantità di situazioni.